     p 174 .
     
Paragrafo 6 . Il fallimento del sogno imperiale.
     
Con  il  passare  del tempo, ed il susseguirsi di  guerre  e  tensioni
interminabili,  l'idea  imperiale  di  un'Europa  cattolica,  unita  e
sottomessa  a  Carlo quinto, che l'imperatore stesso aveva  coltivato,
stava sfumando.
     Il  primo degli obiettivi di Carlo a mostrarsi irrealizzabile  fu
il  tentativo  di  ripristinare  l'unit  religiosa,  che  proprio  in
Germania  aveva  scatenato conflitti insanabili. Dopo lunghi  anni  di
lotte fra l'impero e i principi protestanti, intrecciatesi alle guerre
per  l'egemonia europea, si arriv finalmente, con la pace di  Augusta
(1555),  ad  un  compromesso: secondo il principio cuius  regio,  eius
religio,  che  letteralmente  significa  "la  religione  [deve  essere
quella] di colui del quale [] la regione", i principi tedeschi furono
lasciati  liberi  di scegliere tra la confessione  luterana  e  quella
cattolica,  mentre i sudditi dovevano seguire la scelta del  principe,
oppure,  se dissenzienti, emigrare in un'altra regione il cui principe
professasse la loro religione.
     L'anno  successivo  alla pace di Augusta l'imperatore,  cosciente
del fallimento del suo disegno politico e dell'impossibilit di tenere
insieme  nazioni  cos diverse, decise di abdicare  e  di  spartire  i
territori imperiali: al fratello Ferdinando primo andarono,  oltre  al
titolo imperiale (1556-1564), i domini tradizionali degli Asburgo, con
i  regni di Boemia e di Ungheria; al figlio Filippo secondo la  corona
di Spagna (1556-1598), con i possedimenti italiani, i Paesi Bassi e le
terre  americane.  L'ex  imperatore,  coltivando  fino  in  fondo  una
incrollabile
     
     p 175 .
     
     fede,  trascorse gli ultimi anni della sua vita in  un  convento,
presso  Yuste (in Estremadura, sud-ovest della Spagna), dove mor  nel
1558.
     Con  la  scomparsa di Carlo quinto non si attenuarono i contrasti
tra  Francia  e Spagna. Enrico secondo e Filippo secondo,  nell'ultima
fase  di  una  lotta  interminabile, riuscirono  a  coinvolgere  nella
guerra, rispettivamente, le forze turche e
     
     [Cartina  non  riportata: L'Italia dopo il  trattato  di  Cateau-
Cambrsis (1559)].
     
     p 176 .
     
     gli  inglesi.  Dopo che la Francia fu sconfitta  a  San  Quintino
dall'esercito spagnolo, guidato dal duca di Savoia Emanuele Filiberto,
riuscendo  comunque a riprendere il porto di Calais agli  inglesi,  si
arriv  finalmente  alla stipulazione della pace  di  Cateau-Cambrsis
(1559), che legittim una situazione di fatto ormai consolidata. Se la
Francia  riusciva  a mantenere la propria integrit territoriale,  era
comunque  la Spagna di Filippo secondo ad uscire rafforzata dal  lungo
confronto  militare: gli stati italiani, tranne Venezia,  finirono,  o
restarono, nell'orbita del dominio spagnolo, cos come i Paesi Bassi.
     Napoli, la Sicilia e la Sardegna ormai dai primi anni del  secolo
appartenevano  al regno di Spagna. Dopo l'estinzione degli  Sforza  di
Milano, nel 1535 Carlo quinto aveva inglobato il ducato di Milano  fra
i  suoi  possessi, affidandolo al figlio Filippo, il quale, una  volta
divenuto  re  di Spagna, lo aveva trascinato nell'orbita  iberica.  Il
ducato  di  Savoia e la repubblica di Genova erano fedeli alleati  del
regno  spagnolo. Il dominio mediceo sulla Toscana, che nel 1557  aveva
assorbito anche Siena, era stato trasformato da Carlo quinto, fin  dal
1532, in un ducato ereditario. Dopo che il primo duca, Alessandro, era
stato assassinato dal cugino Lorenzo, detto Lorenzino, la dinastia era
continuata  con  Cosimo  primo  (1537-1574),  figlio  del  condottiero
Giovanni  dalle Bande Nere, che nel 1569 avrebbe ottenuto da papa  Pio
quinto  il  titolo di granduca di Toscana. L'influenza spagnola  sulla
Toscana  si  rafforz nel 1557 con l'istituzione, da parte di  Filippo
secondo,  dello  stato  dei presdi, formato  da  postazioni  militari
spagnole dislocate lungo la costa tirrenica, quale contropartita  alla
cessione  di  Siena  ai  Medici. Fra la Spagna  cattolica  di  Filippo
secondo  ed  il  papato, infine, si stava per stringere  una  proficua
alleanza  politica e religiosa che avrebbe condizionato  profondamente
la storia italiana ed europea della seconda met del Cinquecento.
